TUTTOFARERistrutturazioni · Roma e Viterbo WhatsApp 389 448 1853
Burocrazia · Detrazione fiscale

Detrazione fiscale per la ristrutturazione: come funziona e cosa serve

Il "bonus ristrutturazioni" (detrazione IRPEF ex art. 16-bis TUIR) è la ragione per cui quasi ogni preventivo serio di ristrutturazione parla di fatture, bonifico parlante e CILA. È anche uno degli argomenti su cui gira più disinformazione, perché l'aliquota e i massimali cambiano quasi ogni anno con la legge di bilancio. Questa guida spiega cosa resta stabile — il meccanismo e i documenti — e dove invece va sempre verificato il dato aggiornato.

Cosa cambia ogni anno, e cosa no

L'aliquota di detrazione e il tetto di spesa massimo sono decisi dalla legge di bilancio e sono già cambiati più volte negli ultimi anni, spesso con percentuali diverse tra prima casa e altri immobili. Non riportiamo qui una percentuale precisa, perché rischierebbe di essere superata dalla prossima manovra: il numero corretto per l'anno in corso va sempre verificato con un commercialista o sul sito dell'Agenzia delle Entrate prima di fare i conti su un preventivo.

Quello che invece non cambia da anni è il meccanismo: non è un rimborso immediato né uno sconto in fattura sempre disponibile, ma una detrazione dall'IRPEF ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Chi promette "ti restituiamo subito il 50%" sta semplificando in modo fuorviante un meccanismo che funziona diversamente.

I tre documenti che non si possono saltare

Perché "un po' in nero" costa più caro di quanto sembri

Farsi fare una parte dei lavori senza fattura, per risparmiare sull'IVA, è una tentazione comune. Il conto reale è diverso da quello che sembra al momento: senza fattura non c'è conformità degli impianti, senza conformità la detrazione sull'intero intervento è a rischio, e se l'immobile viene rivenduto il notaio si ferma davanti a un fascicolo incompleto al rogito. Il risparmio immediato si paga due volte dopo.

Cosa vi serve davvero, alla fine dei lavori

Per usare la detrazione senza sorprese in dichiarazione dei redditi, il fascicolo finale dovrebbe contenere: tutte le fatture delle lavorazioni, le ricevute dei bonifici parlanti corrispondenti, la copia della CILA (quando prevista) con la ricevuta di deposito, e — se richiesta — l'asseverazione del tecnico. È esattamente il dossier che consegniamo a fine cantiere: lo prepariamo lavorazione per lavorazione, non ricostruito a posteriori a lavori finiti.

Stai per iniziare una ristrutturazione e vuoi capire cosa ti serve per la detrazione? Al sopralluogo gratuito ti spieghiamo cosa prepariamo noi e cosa verificare con il tuo commercialista, prima ancora di firmare.

Chiedi info sulla detrazione

Domande frequenti

Questa non è consulenza fiscale: per l'aliquota e i massimali in vigore quest'anno, verifica sempre con un commercialista o sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Quanto si può detrarre con il bonus ristrutturazioni?

L'aliquota e il tetto di spesa cambiano con ogni legge di bilancio — negli ultimi anni sono già cambiati più volte, con percentuali diverse tra prima casa e altri immobili. Non conviene fidarsi di un numero letto su un sito: l'aliquota in vigore per l'anno corrente va verificata con un commercialista o sul sito dell'Agenzia delle Entrate prima di fare i conti. Quello che non cambia è il meccanismo: si tratta di una detrazione IRPEF, ripartita in 10 quote annuali uguali, non di un rimborso immediato.

Cosa serve per non perdere la detrazione?

Tre cose non negoziabili: pagamento con bonifico parlante (bonifico bancario o postale specifico per detrazioni fiscali, con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell'impresa), fattura regolare per ogni lavorazione, e — quando il lavoro lo richiede — la CILA depositata prima dell'inizio dei lavori. Mancarne anche solo uno può far saltare la detrazione in sede di controllo.

Cosa succede se pago in contanti o senza fattura?

Senza fattura non c'è conformità, e senza conformità la detrazione salta — oltre a creare problemi al momento del rogito se l'immobile viene rivenduto. Un risparmio apparente sull'IVA che si paga doppio dopo, in sede di dichiarazione dei redditi o di vendita.

Zone di intervento: Roma e provincia (centro storico, Roma Nord, Bracciano, Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Formello, Campagnano), Viterbo e provincia (Sutri, Nepi, Civita Castellana, Vetralla, Capranica, Ronciglione, Caprarola). Sopralluogo gratuito ovunque.