Detrazione fiscale per la ristrutturazione: come funziona e quali documenti servono
Il «bonus ristrutturazioni», la detrazione IRPEF dell'art. 16-bis del TUIR, è il motivo per cui ogni preventivo serio parla di fatture, bonifico parlante e CILA. Aliquote e massimali cambiano quasi ogni anno con la legge di bilancio; meccanismo e documenti invece restano. Partiamo da qui.
Quanto si detrae con il bonus ristrutturazioni?
Dipende dall'anno: aliquota e tetto di spesa li fissa la legge di bilancio, e negli ultimi anni sono cambiati più volte, spesso con percentuali diverse tra prima casa e altri immobili.
Non riportiamo qui una percentuale precisa, perché la prossima manovra potrebbe superarla. Il numero dell'anno in corso verificalo con un commercialista o sul sito dell'Agenzia delle Entrate prima di fare i conti su un preventivo.
Il meccanismo invece non cambia da anni: la detrazione si scala dall'IRPEF in 10 quote annuali di pari importo. Chi ti promette «ti restituiamo subito il 50%» semplifica in modo fuorviante: nessun rimborso immediato, e lo sconto in fattura non è sempre disponibile. Anche quella percentuale cambia con ogni legge di bilancio: verificala con il commercialista o sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
| Voce | Cambia ogni anno? |
|---|---|
| Aliquota di detrazione | Sì, la decide la legge di bilancio |
| Tetto massimo di spesa | Sì, lo decide la legge di bilancio |
| Differenza tra prima casa e altri immobili | Può cambiare con la legge di bilancio |
| Detrazione IRPEF in 10 quote annuali | No, stabile da anni |
| Bonifico parlante, fatture, CILA quando richiesta | No, stabili da anni |
Quali documenti servono per non perdere la detrazione?
Tre, e nessuno si può saltare: bonifico parlante, fattura regolare e, quando il lavoro la richiede, CILA depositata prima dell'inizio dei lavori.
| Documento | Cosa deve avere | Se manca |
|---|---|---|
| Bonifico parlante | Bonifico bancario o postale per detrazioni fiscali, con causale, codice fiscale di chi paga e codice fiscale o partita IVA di chi riceve | Un bonifico normale non basta |
| Fattura regolare | Una per ogni lavorazione, non solo per il totale finale | La detrazione salta |
| CILA, quando richiesta | Depositata prima dell'inizio dei lavori | Detrazione non ammessa, anche con fatture e bonifici in regola |
La CILA serve per la maggior parte degli interventi di ristrutturazione (vedi la guida ai permessi). Per la tua casa ti indichiamo quale pratica serve e, se vuoi, ti affianchiamo con un tecnico di fiducia.
Conviene fare una parte dei lavori senza fattura?
No. Il risparmio sull'IVA lo vedi subito, il conto arriva dopo: senza fattura di solito manca anche la dichiarazione di conformità degli impianti, la detrazione sull'intero intervento è a rischio e, se un giorno vendi, il notaio si ferma davanti a un fascicolo incompleto. Tienilo a mente quando scegli la ditta e chiedi fattura per ogni lavorazione fin dal primo incontro.
Cosa devi avere in mano a fine lavori?
Un fascicolo con tutte le fatture, le ricevute dei bonifici parlanti corrispondenti, la copia della CILA con ricevuta di deposito (quando prevista) e, se richiesta, l'asseverazione del tecnico.
A fine cantiere ti consegniamo le fatture e la dichiarazione di conformità degli impianti (DM 37/08). Raccogli tutto man mano, invece di ricostruire il fascicolo a lavori finiti.
Cosa facciamo e cosa no. Questa guida non è consulenza fiscale: per aliquote, massimali e dichiarazione dei redditi il riferimento è il tuo commercialista. Noi facciamo ristrutturazioni intere (bagno, cucina, impianti, pavimenti, casa completa), non piccole riparazioni.
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